Descrizione
Dalla visione di un Papa al nuovo percorso espositivo
Il Museo ha sede nel Complesso Monumentale di Santa Croce, un luogo che travalica la dimensione locale per porsi come uno dei massimi capolavori della storia religiosa e dell’arte del Cinquecento in Italia.
Le Origini:
Il Museo ha sede nel Complesso Monumentale di Santa Croce, un luogo che travalica la dimensione locale per porsi come uno dei massimi capolavori della storia religiosa e dell’arte del Cinquecento in Italia.
Le Origini:
Un progetto ambizioso La genesi del complesso si deve alla volontà di Papa Pio V (al secolo Antonio Michele Ghislieri), nato a Bosco Marengo nel 1504. Eletto al soglio pontificio, nel 1566 il Pontefice affidò alle cure dell'Ordine Domenicano, da cui egli stesso proveniva, la realizzazione di un grandioso convento e di una chiesa nel suo paese natale. L'ambizione della committenza papale trasformò Bosco Marengo in un crocevia artistico di prim'ordine: l'architettura e le opere d'arte qui custodite riflettono direttamente le vicende del Cinquecento romano e fiorentino. Spicca, in questo contesto, il coinvolgimento di maestri della levatura di Giorgio Vasari (1511-1574), la cui impronta è visibile nel prestigio delle opere conservate.
La nascita del Museo:
La nascita del Museo:
La costituzione di un'area museale all'interno del convento è stata per lungo tempo un obiettivo prioritario. Per anni, il pubblico ha potuto apprezzare questi tesori attraverso il "Museo Vasariano", seppur in una veste ridotta rispetto alle potenzialità del luogo. La svolta decisiva avviene nel 2016, quando il Complesso di Santa Croce raggiunge il secondo posto nella classifica nazionale dell'ottava edizione del Censimento "I Luoghi del Cuore" promosso dal FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano). Grazie al voto di 47.319 persone e all'impulso della Delegazione FAI di Alessandria, si è innescato un processo virtuoso di recupero e valorizzazione.
Il Nuovo Allestimento:
Il Nuovo Allestimento:
Oggi il Museo si presenta al pubblico con un allestimento profondamente rinnovato. Questo risultato è il frutto di una sinergia istituzionale che ha visto protagonisti il Comune di Bosco Marengo, la Prefettura di Alessandria (per il FEC - Fondo Edifici di Culto), il Ministero della Cultura, il Segretariato regionale per il Piemonte, la Soprintendenza locale e il FAI. Fondamentale è stato il sostegno di importanti realtà quali Intesa Sanpaolo, Compagnia di San Paolo, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, la Fondazione Cariplo, la Fondazione CRT e la Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali dell’alessandrino, oltre al contributo di privati cittadini.
Il nuovo percorso espositivo, progettato dall’arch. Loredana Iacopino con la curatela scientifica della Soprintendenza, permette finalmente di esporre la maggior parte delle opere di pertinenza del convento, riunendo la collezione in una sapiente cornice di luci, suoni e narrazioni. Il visitatore è invitato a un'esperienza immersiva: la contemplazione dei capolavori si alterna al racconto delle vicende storiche, arricchito da moderni supporti audiovisivi interattivi realizzati in collaborazione con la Fondazione Links (Politecnico di Torino e Compagnia di San Paolo).
Il nuovo percorso espositivo, progettato dall’arch. Loredana Iacopino con la curatela scientifica della Soprintendenza, permette finalmente di esporre la maggior parte delle opere di pertinenza del convento, riunendo la collezione in una sapiente cornice di luci, suoni e narrazioni. Il visitatore è invitato a un'esperienza immersiva: la contemplazione dei capolavori si alterna al racconto delle vicende storiche, arricchito da moderni supporti audiovisivi interattivi realizzati in collaborazione con la Fondazione Links (Politecnico di Torino e Compagnia di San Paolo).
