In quest’ultimo settore del museo sono descritte le altre opere che il Papa boschese ha realizzato per il suo paese natale.
L’impulso di rinnovamento che per volontà di papa Pio V giunse da Roma in quest'area periferica del Ducato di Milano (di cui allora Bosco faceva parte) non si esaurì nella creazione del convento di Santa Croce, ma investì un contesto ben più ampio, lasciando tracce profonde e tuttora visibili, sul piano sociale, culturale e sullo stesso assetto del territorio.
L'intento di promuovere una crescita culturale della comunità locale da parte di Pio V si concretizzò con la fondazione, con bolla pontificia del 1569, del Collegio Ghislieri di Pavia, all'epoca principale sede universitaria del Ducato: il pontefice stabilì che vi fosse previsto il mantenimento gratuito, per sette anni di studio, di 24 alunni, dei quali 8 boschesi. Il collegio, pur non avendo più tale obbligo rispetto alla provenienza dei suoi ospiti, è ancora oggi uno dei più prestigiosi centri di studio in Italia, nonché testimonianza ancora viva della promozione culturale introdotta da Pio V sul territorio.
Non meno evidente, poiché ancora rappresentato da nuclei edificati ben riconoscibili, è lo straordinario impulso dato da Pio V alla trasformazione del contesto agricolo, affidato alla gestione delle numerose cascine acquisite per il mantenimento del convento.
Nei nuovi poderi i frati si insediarono impegnandosi in opere di bonifica, migliorando i sistemi di irrigazione esistenti, razionalizzando le colture e piantando decine di migliaia di alberi (gelsi, pioppi, salici), tanto che l'attuale assetto del territorio risente in modo evidente, ancora oggi, degli interventi allora eseguiti.